La manifestazione, complessivamente molto articolata ed esaustiva, si è potuta svolgere grazie alla proficua collaborazione e al sostegno di numerose istituzioni pubbliche della nostra regione costituendo, di fatto, un’interessante e innovativa “rete culturale”. Inoltre, è stato indispensabile l’apporto fornito da altre Associazioni non profit e persone che hanno creduto fin dall’inizio al progetto, dedicandosi con energia ed entusiasmo a tutte le fasi della realizzazione della rassegna.

Poiché la produzione artistica di Carlo Vidoni utilizza diversi linguaggi espressivi – dalla scultura all’installazione, dalla fotografia al disegno –, si è scelto di esporre le opere in cinque gallerie pubbliche del territorio regionale, da maggio a dicembre 2015. Le mostre hanno avuto specifiche peculiarità, adattandosi, in alcuni casi, alle caratteristiche della sede espositiva. I lavori presentati, provenienti da collezioni pubbliche, private e dell’artista, riassumono appieno gli ultimi dieci anni della sua sperimentazione creativa.

Il “filo rosso” che ha unito le diverse mostre è stato la ricerca di un rapporto fra i segni lasciati dall’azione dell’uomo e le tracce ritrovate dall’artista in ambito naturalistico, proposte nella serie di recenti lavori denominati Pneuma (ciclo fotografico), Xilofagie (2015) e Chiocchiole_tracce di esistenza (2015). Queste due visioni da sempre interagiscono nell’opera di Vidoni, in un rapporto sia conflittuale sia apertamente cooperativo. L’artista, con un approccio originale e poetico, interpreta la complessa relazione contemporanea fra l’uomo e l’ecosistema in cui egli vive. Le opere “utopisticamente” ipotizzano una sorta di “rivalsa/ rinascita” della natura su un territorio significativamente antropizzato: rami, tronchi che tornano a riprendere vita come nel ciclo Crescite, oppure edifici abbandonati che perdono la loro funzione originaria, lasciando lasciando che la vegetazione sì riappropri i suoi spazi (Casa rossa, 2010 e Condizione, 2014-15).

La poetica artistica e concettuale delle opere di Carlo Vidoni può forse essere espressa attraverso la celebre frase di Albert Einstein: «Guardate nel profondo della natura, e allora capirete meglio tutto».